Credito d’imposta Transizione 5.0

Introdotto con la pubblicazione del l’articolo 38 del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19 (Transizione 5.0) che ha previsto il riconoscimento di un credito d’imposta alle imprese che negli anni 2024 e 2025 effettuano nuovi investimenti in strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, nell’ambito di progetti di innovazione da cui consegua una riduzione dei consumi energetici.

L’agevolazione, nonostante sia quasi giunta al termine di operatività presenta ancora ampi margini di utilizzo dal momento che le somme stanziate (in tutto € 6.236.000.000) risultano impegnate al di sotto delle aspettative.

ll credito d’imposta è destinato alle imprese residenti e alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

Escluse, ovviamente le imprese in liquidazione, quelle sottoposte a sanzioni interdittive, ovvero che non siano in regola con gli obblighi sulla sicurezza sul lavoro o previdenziale (DURC).

Gli investimenti devono riguardare beni immateriali o materiali (e software, sistemi, le piattaforme o le applicazioni per l’intelligenza degli impianti che garantiscono il monitoraggio continuo e la visualizzazione dei consumi energetici e dell’energia autoprodotta e autoconsumata, o introducono meccanismi di efficienza energetica.

Le aliquote variano dal 35% al 45% a seconda del risparmio energetico, fino a un massimo di 50 milioni di euro di investimenti.

L’impresa deve poi certificare la riduzione dei consumi per almeno 5 anni e richiedere il credito tramite la piattaforma del GSE.